|
Una lunga ed
esauriente intervista a Joshua Jackson, in arte Pacey Witter.
MOL: La serie è arrivata alla sua sesta edizione, quando hai
cominciato avresti mai pensato che sarebbe durata così tanto?
Joshua Jackson: Ero ancora troppo inesperto sul mondo dello
spettacolo per sapere anche solo come venivano percepiti i miei
pensieri. Era la prima volta che andavo a Los Angeles e dovevo
partecipare alla puntata- pilota; era anche il primo "pilot". Ritornai
nella mia città natale Vancouver ed onestamente non pensai molto al
provino fatto, finché non ricevetti la telefonata che mi informava della
partenza della serie ed improvvisamente mi trovai impegnatissimo.
Girammo tutta la prima stagione e poi andò in onda il primo episodio e
la serie "decollò". Ora capisco che è stato qualcosa di imprevedibile e
che sono stato incredibilmente fortunato.
MOL: Quali progetti hai per il futuro? Come ti senti ora che la
serie sta volgendo al termine?
J.J.: Possiamo uscirne a testa alta, è ciò che conta. Voglio
sentirmi come se stessimo lasciando questi personaggi in un bel posto
dal quale possono uscire e vivere la loro vita. Parlando della
quotidianità, sia il cast sia la troupe sono stati soddisfatti del
lavoro compiuto. è meraviglioso.
E' stata una corsa incredibile ma sono curioso di vedere cosa mi riserva
la vita. Amo il mio lavoro, essere su un set mi dà molte gratificazioni.
Non c'è niente di simile, girare una scena e vedere che tutto va per il
verso giusto. E' come una droga ma in un mondo perfetto. Ora ho deciso
di stare fuori dalle scene per sei mesi. Voglio solo passare un po' di
tempo a Vancouver, non ho avuto abbastanza tempo per farlo in passato,
voglio ritornare alla vita normale fuori da "Dawson's Creek". Mi sto
avvicinando felicemente alla disoccupazione.
MOL: Qual è stato il tuo copione preferito considerando tutte le
serie?
J.J.: Non ho un copione preferito. Ho pensieri e ricordi più
vividi di altri. L'intera prima stagione è stata abbastanza magica,
perché ci siamo ritrovati in un mondo ovattato nella Carolina del Nord -
la serie non è andata in onda finché non abbiamo girato i primi tredici
episodi. Dei primi tempi ho ricordi piacevoli e confusi.
MOL: Pacey è sempre stato l'uomo ideale , con chi all'infuori dei
suoi amori passati ti piacerebbe che Pacey avesse una storia?
J.J.: Mi piacerebbe vedere Pacey con Joey. Non sarebbe grandioso
se "l'amico" avesse una storia con l'amica di sempre?! Ma la serie è
iniziata con la relazione tra Dawson e Joey e penso che dovrebbe finire
così.
MOL: Pensi ci sia qualche possibilità che le relazioni tra i
personaggi principali si risolvano e che i personaggi si relazionino
come facevano all'inizio?
J.J.: Non solo c'è una possibilità, ma accadrà veramente nella
puntata finale della durata di due ore scritta dal creatore della serie,
Kevin Williamson. Non potrei pensare ad un miglior modo per terminare la
serie e riaverlo tra noi in veste di sceneggiatore dei due episodi
finali. Kevin sente la serie come una sua creatura, ci mette una tal
gioia ed un tal amore nello scrivere. Penso che sia il modo perfetto per
accomiatarci da Dawson's Creek. Sono orgoglioso, in questi sei anni
abbiamo regalato una nota positiva al pubblico. Dobbiamo ringraziare le
persone che ci hanno permesso di essere in TV per sei anni, coloro che
ci hanno sempre guardato, dando loro qualcosa che è nella tradizione
dell'inizio della serie.
MOL: Saresti interessato alla partecipazione in uno "spin-off" di
Dawson's Creek forse "Il mondo di Pacey" o è tempo di mettere il
personaggio a riposo?
J.J.: Scherzo sempre su "la pozzanghera di Pacey" ma penso che
sia giusto far terminare Dawson's Creek. Siamo stati in vostra compagnia
per ben sei stagioni. Abbiamo avuto tutto il tempo di raccontare la
nostra storia. C'è qualcosa di meraviglioso e nostalgico nell'essere in
grado di dire addio in modo soddisfacente. Molte serie tv arrivano alla
fine della prima stagione ed un mese dopo vengono cancellate.
MOL: Pacey sullo schermo è un tipo burlone e birichino, anche
fuori dal set sei un ragazzo a cui piace divertirsi?
J.J.: Fammi solo dire che il cast e la troupe hanno visto più
volte il mio lato nascosto e probabilmente non se lo ricordano.
MOL: Assomigli a Pacey?
J.J.: Abbiamo lo stesso peso corporeo e lo stesso colore di
occhi.
MOL: Come vorresti che fosse il futuro di Pacey?
J.J.: Mi piacerebbe che Pacey avesse una di queste due vite. O
uscire e vivere intensamente facendo cose fantastiche - sebbene ne abbia
già fatte alcune dalla tenera età di 20 anni, viaggiando per i Caraibi,
gestendo un ristorante e lavorando come agente di cambio - oppure
abbandonare tutti i progetti e tornare a Capeside. Mi piacerebbe credere
che gli sceneggiatori scelgano la prima.
MOL: Parlaci del tuo debutto come regista in "Dawson's Creek"
nell'episodio intitolato "Serata all'Auditorium".
J.J.: E' stata un'esperienza illuminante un nuovo campo su cui
cimentarmi, nella mia modesta opinione, mi sembra di aver fatto un buon
lavoro. Gli attori al momento opportuno lavoravano bene, ed anche la
troupe, non potevo chiedere un ambiente che mi desse più supporto di
questo. Avevo sempre notato come fosse difficile per un regista appena
arrivato nella nostra serie imparare i gesti che avevamo sviluppato
lavorando insieme per tanto tempo. Quell'ostacolo l'avevo già superato.
MOL: Cosa ti mancherà di più di Dawson's Creek?
J.J.: La cosa che mi mancherà di più è il cameratismo del set. Ho
altri amici attori in altre serie televisive; generalmente il cast e la
troupe cambiano spesso, i ragazzi stanno sul set per 6/8 mesi passando
poco tempo insieme. Los Angeles è una grande città abbiamo formato un
gruppo forte costituito da 80 persone che stanno insieme nel bene e nel
male per sei ore al giorno. Non penso che farò più un' esperienza come
questa.
|